
Simone Freddi
Content Editor e Marketing Manager
Chi pensa al Guppy probabilmente immagina uno dei pesci più conosciuti e diffusi negli acquari d’acqua dolce. Ma accanto al mondo dell’acquariofilia più comune esiste quello dei Guppy Show, fatto di genetica, selezione, standard internazionali, giudici e vere e proprie competizioni.
Ad AcquariaItalia 2026 abbiamo avuto l’occasione di osservarlo più da vicino. Uno spazio realizzato da La Mangrovia insieme ad Amtra e AcquariaItalia ospitava numerosi esemplari selezionati di Guppy e Betta.
Non si trattava, in questo caso, di una competizione vera e propria, ma di un’esposizione pensata per far conoscere al pubblico il mondo dei pesci da show. Ne abbiamo parlato con Federica Masella de La Mangrovia, allevatrice e giudice internazionale di Guppy Show, per capire meglio come funzionano selezione, standard e competizioni.

«Quando parliamo di Guppy Show parliamo di varietà selezionate secondo standard precisi», spiega. «A livello internazionale esistono vere e proprie federazioni, un po’ come avviene nello sport: i diversi Paesi organizzano i loro concorsi e i risultati ottenuti durante la stagione contribuiscono poi alla classifica del Campionato Europeo».
Guppy Show: come funzionano le competizioni?
A livello europeo uno dei principali riferimenti è l’IKGH – International Kuratorium Guppy High-breeding, organizzazione che coordina gli standard internazionali per l’allevamento e il giudizio dei Guppy da competizione.
Le categorie partono innanzitutto dalla forma delle pinne, in particolare della coda. Il sistema internazionale distingue grandi gruppi come Large Tails, Sword Tails e Short Tails, all’interno dei quali troviamo numerose forme.
«Ci sono, per esempio, i Delta, nei quali la coda deve avere una precisa forma triangolare, quelli a coda tonda, i doppia spada, spada superiore, spada inferiore e molte altre forme», racconta Masella. «Poi entra in gioco la colorazione: ci sono colori di fondo e di copertura, colorazioni metalliche, solide e diverse combinazioni. In base alle caratteristiche dell’esemplare si determina la categoria nella quale gareggerà».
Non è quindi sufficiente che un pesce sia semplicemente “bello”. Ogni varietà viene confrontata con uno standard, e sono proprio le caratteristiche dell’esemplare rispetto a quel modello ideale a determinare il risultato.

Cinque giudici per ogni Guppy
Anche il sistema di valutazione è rigoroso.
«Ogni pesce viene giudicato da cinque giudici indipendenti, che compilano una scheda attribuendo i propri punteggi», spiega Masella. «Il punteggio più alto e quello più basso vengono eliminati, mentre dagli altri tre viene calcolata la media che determina la classifica».
È un meccanismo previsto dagli standard internazionali proprio per ridurre il peso della valutazione del singolo giudice.
Masella conosce questo sistema da entrambi i lati della vasca. Oltre ad allevare e portare i propri Guppy nelle competizioni internazionali, è infatti giudice internazionale: nel 2026, per esempio, ha fatto parte della giuria della tappa del Campionato Europeo disputata a Eckersmühlen, in Germania.
Ma quest’anno sono arrivati anche risultati importanti come allevatrice.
«Abbiamo partecipato a diversi concorsi con i nostri Guppy: abbiamo ottenuto un primo posto in Ungheria, un primo posto in Polonia e dei secondi posti in Germania e in Inghilterra. E abbiamo vinto il Campionato Europeo nella categoria dei Guppy a coda corta», racconta.
Dietro un Guppy da competizione c'è soprattutto la genetica
È qui che entra in gioco uno degli elementi centrali dei Guppy Show: la genetica.
Per ottenere un Guppy da show non basta infatti scegliere due esemplari particolarmente belli e farli riprodurre. Dietro ogni linea ci possono essere generazioni di selezione, durante le quali l’allevatore cerca di fissare determinate caratteristiche.
«Il Guppy è un pesce conosciutissimo e apparentemente semplice, ma ha una genetica estremamente ricca e complessa», dice Masella.
Colori, forme e disegni possono essere determinati dall’interazione di numerosi caratteri genetici.

«Ci sono geni dominanti e recessivi e tantissime combinazioni possibili. Puoi arrivare a creare delle vere e proprie varietà combinando caratteristiche diverse. Poi, generazione dopo generazione, continui a selezionare gli esemplari cercando di avvicinarti sempre di più allo standard ideale».
Il Guppy che vediamo all’interno di una piccola vasca da esposizione è quindi soltanto il risultato finale di un lavoro molto più lungo, che parte dalla conoscenza della genetica e prosegue attraverso allevamento, osservazione e selezione.
I Guppy selezionati sono più delicati?
Una delle convinzioni che possono scoraggiare chi vorrebbe avvicinarsi a questo mondo è che un pesce fortemente selezionato sia necessariamente molto più delicato di un normale Guppy commerciale.
Secondo l’esperienza di Masella, non è necessariamente così.
«La prima cosa che direi è di non spaventarsi. Un Guppy selezionato non è per forza più delicato di quello commerciale; nella nostra esperienza può accadere anche il contrario. Le linee vengono allevate in purezza, in vasche separate e in condizioni ambientali e sanitarie molto controllate».
Provenienza e condizioni di allevamento rimangono naturalmente determinanti. Per chi vuole provare a lavorare sulla selezione, invece, il consiglio è innanzitutto quello di non mischiare linee differenti senza un progetto preciso.
«Se vuoi iniziare a fare selezione, la cosa fondamentale è dedicare una vasca a quella determinata varietà. In questo modo puoi controllare gli incroci e, allo stesso tempo, gestire meglio anche l’aspetto sanitario».
È uno dei casi in cui il confronto con un allevatore o un negoziante specializzato può fare una grande differenza: non soltanto per trovare gli esemplari, ma per comprenderne provenienza, caratteristiche e corretta gestione prima di iniziare un progetto di selezione.
Quanto conta l’alimentazione nei Guppy da show?
Genetica e selezione costituiscono il punto di partenza, ma non sono gli unici fattori che determinano lo sviluppo dell’animale. Condizioni dell’acqua, gestione della vasca e alimentazione contribuiscono a permettere al pesce di esprimere al meglio le proprie caratteristiche.
Ed è proprio parlando di alimentazione che Masella ci racconta la sua esperienza con Blue Line.
«Posso dire di aver vinto il Campionato Europeo utilizzando i mangimi Blue Line, e non lo dico perché sei qui tu», scherza. «Utilizzo tantissimo i granulati a base di krill e Spirulina».
Nella gamma Blue Line questa combinazione si trova in Spiru & Krill, microgranulo della linea Grade formulato con farina di krill e Spirulina e disponibile in differenti granulometrie.
Masella alterna il mangime secco anche all’Artemia viva.
«L’Artemia viva per questi animali è molto importante. Ma non sempre hai il tempo di prepararla e somministrarla: avere alle spalle un secco di qualità permette di completare bene l’alimentazione».
La sua esperienza con gli esemplari preparati per le competizioni è particolarmente interessante.
«Ho portato in gara Guppy che avevo allevato e che in circa tre mesi avevano raggiunto la taglia adulta. Abbiamo ricevuto complimenti da allevatori di diversi Paesi europei per la taglia, la robustezza e la qualità del colore. Naturalmente dietro c’è tutto il lavoro di selezione, ma secondo me l’alimentazione conta tantissimo».
È importante interpretare correttamente questa testimonianza: lo sviluppo di un Guppy dipende da genetica, condizioni di allevamento, qualità dell’acqua, alimentazione e gestione complessiva. L’esperienza di Masella mostra però quanto anche la dieta faccia parte del lavoro quotidiano di un allevatore che prepara pesci destinati alle competizioni.
Sul tema dell’alimentazione abbiamo parlato anche nella nostra guida su come scegliere il mangime giusto per i pesci d’acquario e nell’approfondimento dedicato all’Artemia, disponibile viva, sotto forma di cisti o attraverso differenti alternative pronte all’uso.
La Mangrovia, tra negozio e allevamento
Dietro l’attività di Federica Masella c’è La Mangrovia, realtà gestita insieme a Mario Bertocco a Sotto il Monte Giovanni XXIII, in provincia di Bergamo.
La Mangrovia è allo stesso tempo negozio, vivaio e allevamento, con una particolare attenzione a pesci ornamentali e piante acquatiche. Parte degli esemplari viene allevata direttamente, mentre altri vengono ricercati e selezionati attraverso allevatori e fornitori internazionali.
«Cerchiamo esemplari particolari in diverse parti del mondo, li scegliamo e li importiamo, mentre una parte dei pesci la alleviamo personalmente. Li vendiamo nel negozio fisico e online e facciamo consegne anche all’estero».
Anche la vendita online di animali vivi, sottolinea Masella, richiede però competenze specifiche.
«Per noi deve essere un’esperienza sicura dall’inizio alla fine. Prepariamo e imballiamo gli animali con attenzione, utilizziamo trasportatori autorizzati oppure effettuiamo direttamente le consegne e offriamo assistenza e consulenza».
Ancora una volta, quindi, il servizio non termina con la consegna del pesce: conoscere la provenienza dell’animale e poter contare su qualcuno a cui chiedere consiglio rimane parte dell’esperienza di acquisto.
E i Betta?
Accanto ai Guppy, nello spazio di AcquariaItalia erano esposti anche numerosi Betta selezionati.

Anche in questo caso esiste un vero mondo competitivo, con standard, categorie e giudici internazionali. La Mangrovia lo conosce bene: nel proprio vivaio organizza infatti l’Italian Betta Show, manifestazione arrivata nel 2026 alla quarta edizione e per la quale è già in preparazione la quinta.
Ad AcquariaItalia, però, l’obiettivo era differente.
«Qui non abbiamo organizzato una vera gara», spiega Masella. «Abbiamo portato diverse varietà da mostrare al pubblico, proprio per far conoscere questo mondo e magari riuscire a far appassionare altre persone».
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