
Simone Freddi
Content Editor e Marketing Manager
Il PetsFestival 2026, che si è svolto il 17 e 18 ottobre a CremonaFiere, ha offerto anche al mondo dell'acquariofilia un'importante occasione di incontro tra aziende, operatori e appassionati. Al di là della dimensione espositiva, manifestazioni come questa rappresentano un'opportunità per condividere esperienze, costruire relazioni e contribuire alla crescita di un settore nel quale la collaborazione e la diffusione delle conoscenze rivestono un ruolo fondamentale.
Un'esperienza positiva anche per Blue Line Italia, tornata a partecipare a una manifestazione fieristica dopo alcuni anni di assenza. La presenza al PetsFestival, dove abbiamo presentato le ultime novità della nostra gamma di alimenti per pesci e coralli, ci ha permesso di incontrare tanti appassionati, ritrovare partner e operatori del settore e avviare nuove relazioni.

La tredicesima edizione della manifestazione ha occupato 26.000 metri quadrati di superficie espositiva, con oltre 200 espositori e più di 100 appuntamenti. Nell'area dedicata all'acquariofilia, tuttavia, la presenza delle aziende è risultata più contenuta rispetto all'anno precedente. Una circostanza che invita a riflettere sulle prospettive di questo settore all'interno del PetsFestival e sulle iniziative che potrebbero contribuire a rafforzarne l'attrattività.
Ne abbiamo parlato con Massimo De Bellis, direttore generale di CremonaFiere, che abbiamo intervistato durante la manifestazione. Dal confronto è emersa una visione precisa: per far crescere il PetsFestival non basta ampliare l'offerta espositiva, ma occorre coinvolgere maggiormente gli operatori, investire nella divulgazione e costruire progetti capaci di svilupparsi nel tempo.
Una fiera che vuole creare nuovi appassionati
«La nostra missione non è solo portare tanti operatori e tanti appassionati, ma è anche quella di cercare di creare cultura, per creare i nuovi operatori e i nuovi appassionati che danno futuro al settore», spiega De Bellis.
Una visione che assume un significato particolare in una manifestazione come il PetsFestival, capace di riunire mondi anche molto diversi tra loro.
«Nel nostro caso non parliamo di un solo settore. Parliamo di animali domestici, ma al nostro interno ci sono realtà profondamente diverse: l'acquariofilia, i cani, i gatti, gli alpaca. È ovvio che hanno in comune l'amore per gli animali, ma sono mondi completamente diversi. Nello stesso tempo, però, è frequente che chi è appassionato di un animale poi si appassioni anche a un altro. Comincia così ad approfondire, a fare cultura, a diventare un po' più specializzato o semplicemente più appassionato».
Per l'acquariofilia, questo significa poter raggiungere anche persone che non hanno mai avuto un acquario, mostrando loro il fascino di questo hobby e le conoscenze necessarie per praticarlo in modo consapevole.
Il futuro dell'acquariofilia passa dalla collaborazione
Uno dei temi centrali del confronto riguarda proprio il futuro dell'area acquariofila del PetsFestival. Nel 2026 il numero degli espositori del settore è diminuito rispetto al 2025, una circostanza che De Bellis riconosce, pur considerandola parte delle normali oscillazioni che possono interessare una manifestazione multisettoriale.
La volontà degli organizzatori, tuttavia, è quella di tornare a far crescere la presenza dell'acquariofilia. E per farlo, secondo il direttore generale, occorre coinvolgere direttamente aziende, associazioni e operatori nella costruzione delle prossime edizioni.
«Queste sono dinamiche abbastanza normali, soprattutto in manifestazioni dove ci sono più settori legati da un unico cappello, ma che magari all'interno non hanno niente a che fare tra loro. Qualcuno entra e qualcuno esce, ci sono alti e bassi nell'arco degli anni, succede sempre».
Ma soprattutto, aggiunge De Bellis, le porte di CremonaFiere sono aperte a chi vuole contribuire con nuove idee.
«Se le aziende e gli operatori hanno delle idee su qualcosa che magari servirebbe, ma non è mai stato fatto, facciamolo insieme. Porte aperte, ne parliamo, cerchiamo di capire se è effettivamente interessante, se è sostenibile, e si fa».
L'obiettivo, dunque, non è soltanto arricchire il programma delle prossime edizioni, ma avviare una collaborazione stabile con gli operatori del settore, capace di svilupparsi nel tempo.
«Quello che conta davvero è costruire qualcosa insieme, con un progetto di medio-lungo termine. Possiamo certamente realizzare iniziative anche nell'immediato, ma il lavoro strategico è quello che si sviluppa nell'arco di due o tre anni. Se riusciamo a costruire un progetto condiviso, avremo creato qualcosa che potrà durare e continuare a crescere».
Concorsi e competizioni per valorizzare le eccellenze
Tra le iniziative sulle quali CremonaFiere intende puntare maggiormente ci sono concorsi e competizioni, che possono rappresentare una leva importante per attirare nuovi visitatori, coinvolgere gli appassionati e dare visibilità alle eccellenze del settore.
È una strada che gli organizzatori hanno già sperimentato in altre manifestazioni e che, secondo De Bellis, potrebbe offrire opportunità interessanti anche all'acquariofilia.
«Abbiamo puntato molto, anche per nostra natura e per l'esperienza che abbiamo in altre manifestazioni, sull'introduzione sempre maggiore delle competizioni. È una parola che magari può suonare male da un certo punto di vista, però è la circostanza nella quale si mostra l'eccellenza e partecipano operatori che sono punti di riferimento, magari come giudici oppure portando i propri esemplari».
Il valore di questi appuntamenti, secondo il direttore generale, va ben oltre la competizione in sé.
«Abbiamo visto che questa è una chiave interessante, perché nel momento in cui c'è una competizione si attira anche un pubblico che magari è neofita, semplicemente incuriosito. Nello stesso tempo ci sono gli operatori che preparano i propri animali o le proprie selezioni, e si fa parlare di quello che succede in fiera anche all'esterno, soprattutto prima e dopo l'evento».
Nel mondo dell'acquariofilia, le possibilità sono numerose: dai concorsi dedicati alle diverse specie e all'allevamento selettivo fino alle competizioni di aquascaping, nelle quali viene valorizzata la qualità degli allestimenti.
L'obiettivo è affiancare all'esposizione commerciale un programma di eventi capace di rendere la visita in fiera un'esperienza più ricca, sia per gli appassionati esperti sia per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.
Fare cultura, senza dimenticare il mercato
Accanto ai concorsi e alle competizioni, un'altra direttrice di sviluppo riguarda le attività divulgative e formative. L'obiettivo di CremonaFiere è rendere il PetsFestival un appuntamento capace non soltanto di attrarre visitatori, ma anche di offrire occasioni di approfondimento a diversi livelli, dai principianti agli appassionati più esperti.
«Non vogliamo limitarci alla semplice esposizione. Per questo incoraggiamo associazioni ed espositori a proporre workshop, seminari e altre attività formative. In alcune delle nostre manifestazioni organizziamo anche masterclass rivolte a un pubblico molto specializzato: sono iniziative importanti, perché valorizzano le competenze e offrono un punto di riferimento anche a chi si sta avvicinando a un determinato settore», spiega De Bellis.
La divulgazione, tuttavia, non è un obiettivo separato dalla dimensione commerciale. Al contrario, secondo il direttore generale, le due componenti devono sostenersi reciprocamente.
«Una competizione o una mostra possono creare interesse e attirare nuovi appassionati, ma è importante che a queste iniziative si affianchino anche opportunità commerciali. Le aziende hanno bisogno di vendere, ed è giusto tenerne conto. Fare cultura significa anche creare le condizioni perché un settore possa svilupparsi, coinvolgendo nuovi consumatori e generando nuove opportunità di business».
È una visione che chiama in causa l'intera filiera dell'acquariofilia: organizzatori, aziende, negozianti e associazioni, ciascuno con un ruolo da svolgere nella crescita del settore. Da qui l'importanza di lavorare insieme, condividendo obiettivi e investendo sulla qualità delle iniziative.
«Credo molto nella capacità degli operatori di fare sistema. È un percorso che richiede impegno e continuità, soprattutto nei settori che attraversano momenti di trasformazione. Ma l'esperienza maturata anche in altre manifestazioni mi ha insegnato che investire sulla qualità e lavorare insieme, alla lunga, porta risultati».
Una prospettiva che riporta al messaggio centrale dell'intervista: il futuro dell'acquariofilia al PetsFestival dipenderà anche dalla capacità degli operatori di raccogliere l'invito di CremonaFiere e contribuire attivamente alla costruzione delle prossime edizioni.
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