Amedeo Freddi
Biologo, Blue Line Italia
Controllare la temperatura significa due cose diverse.
Con un termometro possiamo verificare la temperatura dell’acqua o dell’ambiente in cui si trova l’acquario. Con un termostato, invece, possiamo imporre un valore preciso, mantenendo la temperatura all’interno di un intervallo ottimale.
È lo stesso principio con cui regolate il comfort del salotto (19–20 °C), le condizioni di un acquario tropicale (23–26 °C), oppure impostare un valore funzionale, come quando si cuoce una torta nel forno a 150–160 °C.
In entrambi i casi, la stabilità termica è fondamentale per il benessere degli organismi acquatici.
Temperatura corporea e adattamento
Due grandi Classi animali — Uccelli e Mammiferi — hanno sviluppato la capacità di non disperdere il calore prodotto, mantenendo quindi costante la propria temperatura corporea. Sono omeotermi.
Lo fanno “costruendo” strutture come le piume (gli uccelli) o i peli (i mammiferi), che trattengono l’aria a contatto col corpo. L’aria è un pessimo conduttore di calore, e quindi piume e peli impediscono una rapida dispersione del calore. Ci sono altri trucchi: i cetacei, ad esempio, hanno uno spesso strato di grasso sotto la pelle, un eccellente isolante termico.
Gli altri vertebrati — Rettili, Anfibi e Pesci — non sono capaci di controllare la propria temperatura corporea. Sono eterotermi, detti anche “animali a sangue freddo”, e il loro metabolismo è strettamente dipendente dalla temperatura dell’ambiente in cui vivono.
Se voi state bene in salotto a 20 °C, staranno bene anche i vostri Ciprinidi (orifiamma o testa di leone), che sono pesci d’acqua fredda.
Al contrario, nel vostro acquario tropicale ci sarebbe malessere: dovrete usare energia (elettrica) per accendere un riscaldatore e ripristinare condizioni termiche tropicali.
Quando fa troppo freddo (o troppo caldo)
Se mi sento bene e mi misuro la temperatura corporea, mi aspetto di leggere sul termometro un valore attorno ai 37 °C. Può variare leggermente secondo l’età o l’ora del giorno. Ma sarà sempre attorno ai 37 °C: sono un animale omeotermo.
Se leggo 34 °C, è opportuno andare al pronto soccorso. Se misuro 38 °C, ho la febbre: qualcosa di anormale sta succedendo dentro il mio corpo.
Allo stesso modo, se la temperatura dell’acqua del nostro acquario è troppo bassa o troppo alta — cioè non adeguata alle esigenze dei pesci — stiamo imponendo condizioni fisiologiche scorrette.
I pesci sono eterotermi: non trattengono il calore che producono.
Proporre loro una temperatura ambientale non adatta significa imporre ritmi metabolici pericolosi:
- ipotermia → rallentamento progressivo delle funzioni vitali
- ipertermia → “febbre”, stress metabolico, malessere
Tutto ciò li farà stare male e, alla lunga, li farà ammalare.
Ma non dovete stare tutto il giorno col termometro in mano. Un termostato leggerà la temperatura in continuo e, quando necessario, farà accendere un riscaldatore. Voi dovete solo conoscere le esigenze della specie che ospitate ed impostare i valori adeguati.
Occorre però aggiungere che è molto più semplice riscaldare l’acqua che raffreddarla.
In caso di surriscaldamento:
- ombreggiate l’acquario (per esempio chiudendo le tende della stanza),
- diminuite l’illuminazione (molte lampade emettono calore),
- fate circolare una piccola ventola sulla superficie dell’acqua (socchiudendo il coperchio) per aumentare l’evaporazione.
L’evaporazione è un processo endotermico: sottrae energia all’ambiente circostante e produce un effetto di raffreddamento. È lo stesso motivo per cui la pelle sembra fresca quando sudiamo.
Se doveste ricorrere a un raffreddatore elettrico, sappiate che è più costoso di una resistenza e consuma parecchia energia.
Attenzione all’ossigeno
Non dimenticate, infine, di controllare il valore di saturazione dell’ossigeno (normalmente con un ossimetro).
Più l’acqua è calda, meno ossigeno contiene: un argomento che tratteremo più dettagliatamente in una prossima occasione.
Se la temperatura dell’acqua non è adatta, i pesci vanno incontro a stress termico. Il freddo rallenta il metabolismo, mentre il caldo lo accelera e riduce la quantità di ossigeno disciolto. Il termostato accende o spegne automaticamente il riscaldatore. A noi resta la responsabilità di conoscere le esigenze delle specie e impostare i parametri corretti.
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